COMMENTO ALLA PAROLA DEL GIORNO

"Lampada per i miei passi
è la tua Parola,
luce sul mio cammino"

Salmo 119,105

 

BATTESIMO DEL SIGNORE (ANNO C)

«Tu sei il Figlio mio, l'amato»

COMMENTO ALLA PAROLA
DEL 12 GENNAIO 2025

don Francesco Pedrazzi

Is 40,1-5.9-11 Sal 103 Tt 2,11-14;3,4-7 Lc 3,15-16.21-22

«Cogito ergo sum», «penso dunque sono» sentenziava Cartesio, ponendo il pensiero del soggetto a fondamento di tutta la realtà.

C’è chi considera questa idea addirittura all’origine del pensiero moderno; al centro di tutto ci sarebbe l’individuo pensante e la sua libertà.

Questa idea ha in qualche modo posto le basi anche per un pensiero liberale individualistico, oggi molto diffuso: la strada per essere felici consiste nel pensare e scegliere ciò che si vuole. In questa prospettiva “gli altri” appaiono spesso e volentieri come la causa del proprio malessere. «L’inferno sono gli altri», diceva Sartre.

Agli antipodi è la via della felicità indicata da Gesù. Parafrasando Cartesio si potrebbe esprimere con la locuzione: «Sono amato, dunque esisto». Ciò che ci fa “essere” nel senso più “umano” del termine non è la facoltà di pensare, ma semmai la consapevolezza di essere amati. Chi non si sente amato e non ama cessa di esiste, muore.  «L’inferno è non amare», scriveva Bernanos… alla faccia di Sartre!

Il Battesimo è il dono di «diventare figli di Dio» (Cf. Gv 1,12): la certezza intima e inossidabile di essere amati di un amore che non verrà mai meno, nonostante le nostre ingratitudini e debolezze, nella buona e nella cattiva sorte. È la certezza che quelle parole riferite a Gesù – «Tu sei il figlio mio, l’amato» – sono rivolte anche a noi, in eterno. Questo ci aiuta a vincere la tendenza mortifera – che sant’Agostino chiamava “cupiditas” – a centrare tutta la vita a partire da se stessi, rendendoci avidi, invidiosi, astiosi; in una parola: infelici.

I cristiani sono, invece, per definizione, coloro che “hanno conosciuto e creduto all’amore che Dio ha per noi” (cf. 1Gv 4,16). E questo amore “basta”: «Nada te turbe, solo Dios basta» (Santa Teresa d’Avila)

L’amore umano da solo non è in grado di dare quella stabilità di cui il cuore umano ha bisogno, a meno che non poggi sulla “roccia” dell’amore divino”: «Il Signore ha stabilito i miei piedi sulla roccia, ha reso sicuri i miei passi!» (Sal 40,3).

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