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Novena a San Francesco di Sales – dal 15 al 23 gennaio

 

«In ogni momento, in ogni circostanza, facciamo appello a questa dolce Madre, invochiamo il suo amore materno e, facendo ogni sforzo per imitare le sue virtù, abbiamo per Lei un sincero cuore di figli»

(San Francesco di Sales)

 

1º giorno: L’UNIONE CON DIO

Nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

Perdona, Signore, la nostra incostanza nell’esercizio della meditazione, la nostra stanchezza nell’aspettare che tu ci parli, la nostra debolezza di fronte alle distrazioni e aridità.
Signore, tu che ci ami e ci chiami all’unione con te, abbi pietà di noi.
Io in loro e tu in me, perché siano perfetti nell’unità e il mondo creda che tu mi hai mandato e che li hai amati come ami me”. (Gv 17,23)

Da I Trattenimenti VI, 9

“Perfezionando la nostra capacità di unirci a Dio, ci uniremo sempre più gli uni agli altri, tanto che ogni Comunione che faremo, la nostra unione diventerà più perfetta, perché, unendoci a Nostro Signore, saremo più uniti tra di noi; per questo la sacra assunzione del Pane celeste, adorabile Sacramento, si chiama Comunione, ossia «come unione». O Dio, quale unione celeste tra i Religiosi dello stesso Ordine tale che i beni spirituali sono tutti mescolati e messi in comune come i beni materiali! Il Religioso non ha nulla di personalmente suo, per il sacro voto di povertà volontaria, che egli ha emesso; e, in forza della santa Professione che i Religiosi fanno della santissima carità, tutte le loro virtù diventano comuni e tutti partecipano alle buone opere, gli uni degli altri, e godono del frutto delle stesse, purché si conservino sempre nella carità e nell’osservanza delle Regole della Religione nella quale Dio li ha chiamati: di modo che, chi si trova in qualche lavoro domestico, o qualunque altro esercizio, contempla nella persona di colui che si trova nel coro; colui che riposa, partecipa al lavoro di colui che sta lavorando, per ordine del Superiore.”

Pausa di silenzio per la riflessione

Invochiamo Dio Padre che ha chiamato San Francesco di Sales ad una perfetta unione con Sé. Egli lo rese capace di mantenere il suo spirito indissolubilmente unito al suo Dio. Conceda a noi, che lo consideriamo maestro di vita interiore, di imitarlo costantemente, affinché nessuna cosa possa distogliere o ritirare il nostro spirito dal cuore di Cristo. Gloria al Padre …

Dalla preghiera alla vita

«Essere ben attenti alla presenza di Dio è il mezzo per fare bene tutto quello che facciamo; infatti, nessuno di noi l’offenderà, sapendo che ci guarda». (T IX, 22)


2º giorno: L’UMILTÀ

Nel nome del Padre… Amen.

Perdona, Signore, le inquietudini che vengono dal nostro amor proprio, i turbamenti per le nostre e altrui imperfezioni, la vanità che ci fa ritenere superiori agli altri rifiutando l’umile servizio nell’obbedienza.
Signore, tu che ci ami e ci inviti a seguire Cristo, umile e obbediente fino alla morte di croce, abbi pietà di noi.
Gratuitamente avete ricevuto, gratuitamente date”. (Mt 10,8)

Da Filotea III, 5

Molti non vogliono pensare alle grazie che Dio ha loro dato personalmente, non ne hanno il coraggio perché temono di cadere nella vanagloria e nel vuoto compiacimento. E qui si sbagliano: S. Tommaso d’Aquino dice che il mezzo per giungere all’amore di Dio è il pensiero dei suoi benefici; meglio li conosciamo e più amiamo Dio.
Direi proprio che niente può umiliarci di fronte alla misericordia di Dio quanto i suoi benefici, e niente può umiliarci di fronte alla sua giustizia quanto le nostre offese. Pensiamo a quello che Egli ha fatto per noi e a quello che noi abbiamo fatto contro di Lui; e, come dobbiamo pensare ai nostri peccati più piccoli, dobbiamo pensare anche alle sue grazie più piccole. Non dobbiamo temere che il conoscere i doni che ha posto in noi ci gonfi; è sufficiente che abbiamo sempre presente questa verità: ci che di buono c’è in noi non viene da noi.
Che cosa abbiamo di buono che non ci sia stato dato?
E se ci è stato dato, perché insuperbircene? È proprio il contrario: la seria riflessione sui doni ricevuti ci rende umili; la conoscenza genera la riconoscenza.

Pausa di silenzio per la riflessione

Invochiamo Dio Padre, che in San Francesco ci ha donato un mirabile esempio di umiltà. Lo Spirito Santo lo rese capace di una totale confidenza in Dio e nella sua grazia, così da compiere umilmente grandi opere di carità e di zelo. Conceda a noi, che lo invochiamo come Padre e Fondatore, di diffidare di noi stessi, di riconoscere e amare la nostra piccolezza per poterGli piacere in ogni pensiero e azione. Gloria al Padre…

Dalla preghiera alla vita

«Andate all’opera per la quale Dio vi ha scelta. Siate benedetta da Dio quando andate, quando restate, quando servite Dio, quando servite il prossimo, quando vi abbassate fino al fondo del vostro nulla e quando vi elevate al vostro Tutto; e Dio sia l’unico vostro Tutto». (cf L 1226 EP II, 806)


3º giorno: LA SEMPLICITÀ

Nel nome del Padre…Amen.

Perdona, Signore, le nostre inutili ansie, l’assillo nel servizio quotidiano e gli eccessivi ragionamenti e giudizi che complicano il nostro rapporto con Te e con il prossimo.
Signore, tu che ci ami e ci inviti a tendere unicamente al tuo amore, abbi pietà di noi.
Meravigliosi sono i tuoi insegnamenti: per questo li custodisco. La rivelazione delle tue parole illumina, dona intelligenza ai semplici”.(Sl 119, 129-130)

Da I Trattenimenti XII, 4

La semplicità allontana dall’anima l’ansia e l’assillo che molti hanno inutilmente ricercando una quantità di esercizi e di mezzi per poter amare Dio, come essi dicono; e sembra loro, se non fanno tutto quello che hanno fatto i Santi, di non essere mai contenti. Povera gente! Si tormentano per scoprire l’arte di amare Dio, e non sanno che non ne esiste alcuna se non quella di amare; pensano che essa si trovi in certe finezze da usare per acquistare tale amore, e non sanno che si trova soltanto nella semplicità. Ora, quando diciamo che non c’è alcuna arte, non è per disprezzare certi libri che portano il titolo: L’arte di amare Dio; infatti, quei libri insegnano che non c’è nessun’altra arte al di fuori di quella di mettersi ad amare, ossia di impegnarsi nella pratica delle cose che sono accette a Dio, che è il solo mezzo di scoprire ed acquistare quel sacro amore, purché in tale pratica ci si impegni con semplicità, senza turbamento e senza affanno. La semplicità include realmente i mezzi che vengono prescritti ad ognuno secondo la propria vocazione per conquistare l’amore di Dio, per cui non cerca nessun altro motivo per tendere od essere spinta a quell’amore al di fuori del proprio fine, altrimenti non sarebbe perfettamente semplice; infatti, essa non può soffrire nessun altro sguardo, per quanto perfetto possa essere, al di fuori del puro amore di Dio, che è la sua unica aspirazione.

Pausa di silenzio per la riflessione

Invochiamo Dio Padre, che in San Francesco ci ha dato un modello di abbandono in Lui, nella perfetta semplicità, e lo rese capace di indicare a molte anime questa sicura via di perfezione cristiana.
Conceda a noi, che lo invochiamo come maestro di vita spirituale, di seguire i suoi insegnamenti impegnandoci, nella semplicità, ad amare e servire con tutte le nostre forze. Gloria al Padre…

Dalla preghiera alla vita

«Camminate con semplicità e con fiducia. Camminate allegramente e con cuore aperto quanto più potete; e, se non potete sempre camminate con gioia, camminate almeno con coraggio e con fiducia». (L 177 EP I, 385-386)


4º giorno: LA DOLCEZZA

Nel nome del Padre…Amen.

Perdona, Signore, la durezza del nostro cuore, gli atteggiamenti e i comportamenti di asprezza nei confronti di chi ci vive accanto.
Signore, tu che ci ami e ci chiedi di imitare la dolcezza del tuo cuore, abbi pietà di noi.
Imparate da me che dono mite e umile di cuore e troverete ristoro per la vostra vita”. (Mt 11,29)

Dalle Lettere 223 EP I, 473; 684 EP II, 45

Vi raccomando principalmente lo spirito di dolcezza, che è quello che rapisce e guadagna le anime. Siate molto umili e dolci. Abbiate sempre queste care virtù sulla bocca e nel cuore: amatele tanto, perché Gesù ce le ha raccomandate in modo speciale.
Vivete con la santa dolcezza nel cuore, che rende soave ogni cosa.
Quale fortuna, se un bel giorno, uscendo dalla Comunione, trovassi il mio povero e miserabile cuore fuori del petto e vedessi installato al suo posto il cuore preziosissimo del mio Dio! Ma poiché non dobbiamo desiderare cose tanto straordinarie, mi auguro almeno che i nostri poveri cuori, non vivano più per altro che per obbedire alle disposizioni del cuore del Signore. […] in questo modo, noi saremo dolci, umili e caritatevoli, poiché il cuore del nostro Salvatore non ha altre leggi che gli siano care come quelle della dolcezza, dell’umiltà e della carità.

Pausa di silenzio per la riflessione

Invochiamo Dio Padre, che ha donato alla sua Chiesa il cuore mitissimo di San Francesco di Sales. Egli lo rese, su questa terra, viva immagine del suo amabilissimo Figlio.
Conceda a noi, che lo consideriamo Padre e Fondatore, di imitare la sua bontà e dolcezza, per svelare ai fratelli la tenerezza del cuore di Cristo. Gloria al Padre…

Dalla preghiera alla vita

«Uno dei metodi più efficaci per conseguire la dolcezza è quello di esercitarla verso se stessi, non indispettendosi mai contro di sé
e contro le proprie imperfezioni». (Filotea III, 9)


5° giorno: LA GENEROSITÀ

Nel nome del Padre… Amen.

Perdonaci, Signore, per tutte le volte che per falsa umiltà non abbiamo messo a disposizione del prossimo i nostri doni di natura e di grazia, e ci siamo ripiegate nell’egoismo e nella sterilità.
Signore, tu che ci ami e ci rinnovi nella generosità di spirito, abbi pietà di noi.
Sarete ricchi per ogni generosità, la quale farà salire a Dio l’inno di ringraziamento per mezzo nostro”. (2 Cor 9,11)

Da I Trattenimenti V, 4

L’umiltà che non genera la generosità, indubbiamente è falsa perché, dopo aver detto: Non sono capace di nulla, non sono nient’altro che un puro nulla, cede subito il posto alla generosità di spirito, che dice: Non c’è e non ci può essere nulla che io non sia in grado di fare, perché ripongo la mia fiducia in Dio che può tutto; e su questa fiducia, si pone all’opera per fare tutto quello che le viene comandato. Ma fate attenzione, che dico, tutto quello che le viene comandato o consigliato, per difficile che sia; infatti vi posso garantire che essa non pensa che le sia impossibile compiere miracoli, se le viene comandato di farne. E se essa si pone ad eseguire l’ordine in semplicità di cuore, Dio compirà un miracolo piuttosto che negarle di compiere ci che deve fare, perché non si mette all’opera fidando nelle proprie forze, ma si fonda sulla stima per i doni che Dio le ha concesso. E in se stessa fa questo ragionamento: Se Dio mi chiama ad uno stato di perfezione così alto, che non ce n’è alcuno in questa vita di più elevato, che cosa potrà impedirmi di giungervi, visto che sono certa che Colui che ha cominciato l’opera, della mia perfezione, la porterà a compimento (ibid., 1, 6)? Ma fate attenzione che tutto ci avviene senza alcuna presunzione, in quanto questa fiducia non impedisce che noi rimaniamo sempre guardinghi, per timore di sbagliare; anzi ci rende più attenti a noi stessi, più vigili ed accurati nel fare tutto ciò che può essere utile al progresso della nostra perfezione.

Pausa di silenzio per la riflessione

Invochiamo Dio Padre, che ha arricchito la sua Chiesa con la sapienza e l’amabile dolcezza di San Francesco. Egli lo scelse come strumento di dialogo e di unità per ricondurre i lontani all’amore di Cristo.
Conceda a noi, che lo onoriamo come Patrono, di imitarlo nell’instancabile zelo apostolico per essere irradiazione del suo amore di Padre. Gloria al Padre…

Dalla preghiera alla vita

«La generosità fa in modo che l’anima intraprenda, senza nulla temere, tutto ci che sa poterla rendere gradita a Dio, senza alcuna eccezione; intraprenda tutto, non per se stessa, ma in Dio, nel quale essa ripone tutta la sua fiducia». (cf T V, 6)


6º giorno: LA CARITÀ

Nel nome del Padre… Amen.

Perdona, Signore, il nostro amore naturale e interessato, il nostro vivere secondo la carne e non secondo lo spirito, il nostro fuggire l’esercizio scomodo della carità verso i più deboli.
Signore, tu che ci ami e ci chiami alla carità perfetta, abbi pietà di noi.
Ora dunque rimangono queste tre cose: la fede, la speranza e la carità, ma la più grande di tutte è la carità”. (1 Cor 13,13)

Dalla Lettera 1200 EP II, 767-768

“Vivere secondo lo spirito, vuol dire amare secondo lo spirito, e vivere secondo la carne, vuol dire amare secondo la carne, perché l’amore è la vita dell’anima, come l’anima è la vita del corpo. Una Sorella è molto dolce e simpatica, e io la amo teneramente; essa mi ama molto e mi colma di favori, e io, a mia volta, la amo per questo. Chi non comprende che l’amo secondo la carne? Anche gli animali, che non hanno spirito, ma hanno solo la carne e il senso, amano i loro benefattori e coloro e coloro che sono dolci e garbati con essi. Una Sorella è rude, dura, sgarbata, ma, a parte questo, è molto devota e desidera anche sinceramente divenire più dolce e garbata; e io l’amo solo per compiere la volontà di Dio. Questo amore è secondo lo spirito, perché, in esso, la carne non centra per nulla.Vivere secondo lo spirito vuol dire compiere le azioni, pronunziare le parole e formulare i pensieri che lo spirito di Dio esige da noi. Sono triste, e quindi, non voglio parlare: i pappagalli fanno così. Sono triste, ma, siccome la carità esige che parli, parlerò : così fanno le persone spirituali. Sono disprezzata e me la prendo: fanno così anche i pavoni e le scimmie. Sono disprezzata, e me ne rallegro: così facevano gli Apostoli. Vivete dunque secondo lo spirito e rimanete tranquilla nella pace. Siate sicurissima che Dio vi aiuterà; riposate, in ogni circostanza, fra le braccia della sua misericordia e bontà. Dio sia sempre il vostro tutto.”

Pausa di silenzio per la riflessione

Invochiamo Dio Padre, che ha acceso il cuore di San Francesco di ardente e generosa carità verso i fratelli. Egli lo rese infaticabile nel farsi «tutto a tutti».
Conceda a noi, sue figlie, che, animate dalla carità fraterna, viviamo la vita comunitaria e la missione educativa con generosa dedizione. Gloria al Padre …

Dalla preghiera alla vita

«La carità ci fa amare Dio sopra ogni cosa e il prossimo come noi stessi, non con un amore naturale, interessato, ma con un amore puro, solido e immutabile, che ha il suo fondamento in Dio». (L 1200 EP II, 766-767)


7° giorno: LA PAZIENZA

Nel nome del Padre… Amen.

Perdonaci, Signore, per tutte le volte che non abbiamo sopportato le nostre imperfezioni e quelle degli altri con amorosa pazienza, e ci siamo afflitte e lamentate seminando pessimismo e sfiducia.
Signore, tu che ci ami e ci accogli come siamo, abbi pietà di noi.
Considerate perfetta letizia, miei fratelli, quando subite ogni sorta di prove, sapendo che la vostra fede, messa alla prova, produce pazienza. E la pazienza completi l’opera sua in voi”. (Gc 1, 2-4)

Dalla Lettera 194 EP I, 418

La virtù della pazienza è quella che ci assicura la massima perfezione, e che, se è necessario praticarla con gli altri, è necessario praticarla anche con se stessi. Coloro che aspirano al puro amor di Dio, non hanno tanto bisogno di pazienza con gli altri quanto piuttosto con se stessi. Per arrivare alla perfezione, dobbiamo sopportare la nostra imperfezione: dico sopportare con pazienza, e non già amare o accarezzare. L’umiltà si nutre di questa sopportazione.
Bisogna confessare la verità: noi siamo povera gente che non può fare molto bene; ma Dio è infinitamente buono, si accontenta dei nostri piccoli servizi e gradisce la disposizione del cuore (cf Sal 10,17). Che significa disposizione del cuore? Secondo la Scrittura, Dio è più grande del nostro cuore (1Gv 3, 20), e il nostro cuore è più grande del mondo. Quando il cuore, nel silenzio della meditazione, si dispone a servire Dio, prende cioè la risoluzione di servirlo, onorarlo, servire il prossimo e mortificare i suoi sensi esterni o altre cose di questo genere, allora esso costruisce meraviglie; Fa preparativi e dà disposizioni per azioni d’un grado di perfezione veramente ammirabile. Tutto questo per non è affatto proporzionato alla grandezza di Dio, che è infinitamente più grande del nostro cuore. Ma quella disposizione è certo la più perfetta del mondo, delle nostre forze, delle nostre azioni esteriori.

Pausa di silenzio per la riflessione

Invochiamo Dio Padre, che in San Francesco ci ha dato un modello di vera pazienza nell’accettare e affrontare le vicende della vita e le numerose difficoltà apostoliche. Conceda a noi, che desideriamo imitare le sue virtù, di arrivare a possedere le nostre anime accettando pazientemente noi stessi, il prossimo e gli avvenimenti di ogni giorno. Gloria al Padre …

Dalla preghiera alla vita

«Il vero paziente non si lamenta del male e non desidera essere compatito; ne parla con naturalezza, sincerità e semplicità, senza lamenti, senza rimpianti, senza esagerazioni; e si mantiene nella pace tra la verità e la pazienza». (cf Filotea III, 3)


8° giorno: LA CORDIALITÀ

Nel nome del Padre… Amen.

Perdona, Signore, le nostre freddezze con chi ci vive accanto, la chiusura in noi stessi che non ci permette di sorridere e di aprire il nostro cuore alle persone che ci fai incontrare.
Signore, tu che ci ami e vuoi rendere il nostro cuore simile al tuo, abbi pietà di noi.
La carità ci fa amare Dio sopra ogni cosa e il prossimo come noi stessi, non con un amore naturale, interessato, ma con un amore puro, solido e immutabile, che ha il suo fondamento in Dio”. (Ef 4, 1-2)

Da I Trattenimenti IV, 3,9,10,13

L’amore ha la sua sede nel cuore, e non è mai possibile che amiamo troppo il prossimo, né che superiamo i confini della ragione di questo amore purché risieda nel cuore. Dobbiamo amare le nostre Sorelle con uguale affetto. Tutte devono sapere che vogliamo loro bene di un amore cordiale; per cui non è necessario usare tante parole, per dire che le amiamo molto.
Per dimostrare al prossimo che gli vogliamo bene, dobbiamo procurargli tutto il bene che possiamo, sia per l’anima che per il corpo, pregando per lui e servendolo cordialmente in ogni occasione. Va osservato che l’amore cordiale è unito ad una virtù che è come una conseguenza di questo amore: una fiducia simile a quella di un bambino.
Tale fiducia alimenterà molto la cordialità e la serenità dello spirito.”

Pausa di silenzio per la riflessione

Invochiamo Dio Padre, che ha reso il cuore di San Francesco capace di un amore grande, forte e stabile verso tutti i fratelli, così da essere nella Chiesa modello di carità.Conceda a noi, che lo invochiamo come Patrono, di imitarlo nell’amare il prossimo senza misura, testimoniando concretamente la tenerezza del cuore di Cristo. Gloria al Padre …

Dalla preghiera alla vita

«Dobbiamo amare le nostre Sorelle con tutta la capacità del nostro cuore, e non accontentarci di amarle come noi stesse, secondo l’obbligo del comandamento di Dio; ma le dobbiamo amare più di noi stesse, per osservare le norme della perfezione evangelica, che lo chiede». (T IV,3)


9° giorno: LA GIOIA

Nel nome del Padre… Amen.

Perdona, Signore, i nostri egoismi che ci chiudono in noi stessi rendendoci tristi, incapaci di comunicare la gioia e la pace che Tu sei venuto a portare in questo nostro mondo.
Signore, tu che ci ami e ci vuoi testimoni di gioia, abbi pietà di noi.
Siate sempre lieti, pregate incessantemente, in ogni cosa rendete grazie; questa infatti è la volontà di Dio in Cristo Gesù verso di voi”. (1 Ts 5, 16-18)

Dalla Lettera 516 EP I, 1099

Rallegratevi quanto maggiormente vi è possibile nel far bene, poiché l’opera buona contiene in sé una duplice grazia: quella d’essere fatta bene e quella d’essere fatta con gioia. E quando dico che dovete rallegrarvi nel far bene, non voglio dire che, qualora vi accadesse di cadere in qualche difetto, dobbiate abbandonarvi alla tristezza. No, per carità! Sarebbe aggiungere difetto a difetto. Voglio anzi dirvi che continuiate a voler far bene e che torniate sempre al bene, ogni volta che riconoscerete di esservene allontanata, e, in questa fedeltà al bene, abbiate la possibilità di vivere sempre nella gioia.

Pausa di silenzio per la riflessione

Invochiamo Dio Padre, che in San Francesco ha donato alla Chiesa e al mondo un testimone della gioia che scaturisce dall’amore evangelico. Conceda a noi che lo invochiamo e guardiamo a lui come modello di virtù evangeliche, di essere infaticabili nell’amare Dio e il prossimo, e di procedere gioiosamente e con cuore aperto, coraggiosi testimoni dell’amore che salva. Gloria al Padre …

Dalla preghiera alla vita

«Siate gioiosa e coraggiosa. Il Signore benedice le buone volontà, e e le rende a poco a poco feconde di buoni frutti, purché gli si permetta di guidarle». (cf L 1591 EP III, 156)