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Nota teologica sulle rivelazioni private e sulle esperienze mistiche

Perché nelle rivelazioni mistiche ci sono delle differenze nei racconti degli avvenimenti della vita di Gesù e Maria?

• PREMESSA: LA DIFFERENZA FONDAMENTALE TRA LE “RIVELAZIONI PRIVATE” E “LA RIVELAZIONE” (PUBBLICA)

Le rivelazioni tratte dalle esperienze mistiche rientrano nella categoria delle “rivelazioni private” per distinguerle dalla Rivelazione “pubblica” che è quella fissata nei libri della Bibbia e interpretata dal santo Magistero della Chiesa. La differenza fondamentale è che le rivelazioni private non fanno parte del “deposito della fede”, anche quando sono approvate dalla Chiesa. In altre parole, il fedele può trarne un grande giovamento per il proprio cammino spirituale, ma non è obbligato a credere ad esse, mentre è tenuto a credere alla Rivelazione pubblica e a quanto la Chiesa insegna nel Magistero.

•• L’IMPORTANZA DELLE RIVELAZIONI PRIVATE NELLA VITA DELLA CHIESA

Data questa premessa, va ricordato nondimeno che le rivelazioni private possono incidere non solo sulla devozione dei fedeli ma anche sullo sviluppo della dottrina cattolica e della santa liturgia. Ad esempio, è indubbio che le rivelazioni private ricevute da santa Margherita Maria Alacoque abbiano influito in modo importante sulla scelta di introdurre nella liturgia la Solennità del Sacro Cuore di Gesù; così come quelle ricevute da santa Faustina Kowalska hanno portato all’istituzione della Festa della Divina Misericordia. Il forte legame tra Giovanni Paolo II e santa Faustina ha poi certamente influito sulla scelta del papa polacco di dedicare la sua seconda enciclica al tema della “divina Misericordia”. Si potrebbero fare molti altri esempi.

••• LA DIFFERENZA TRA I QUATTRO VANGELI E LE RIVELAZIONI PRIVATE CHE RACCONTANO GLI EVENTI EVANGELICI

Una precisazione importante va fatta in merito a quelle rivelazioni private in cui viene descritta una scena della vita di Gesù o di Maria. È chiaro, alla luce di quanto detto, che queste rivelazioni non possono essere messe sullo stesso piano dei quattro vangeli. I vangeli vanno continuamente meditati, “ruminati”, fino a inciderli nel cuore, fino a impararli a memoria (“par coeur”) perché è la Parola eterna del Signore che mai passerà! Le rivelazioni private, che narrano episodi legati ai vangeli, possono essere considerate un grande aiuto per comprendere il significato profondo dei vangeli. Se una rivelazione privata affermasse qualcosa di difforme rispetto ai vangeli andrebbe considerata falsa. È possibile anche leggere le rivelazioni non approvate dalla Chiesa, ma con prudenza e tenendo conto di questo criterio della conformità ai vangeli e al resto della Scrittura.

•••• I RACCONTI DEI MISTICI NON HANNO LO SCOPO DI INFORMARCI SUI DETTAGLI STORICI DI CIÒ CHE È AVVENUTO MA DI CONSOLIDARE LA NOSTRA FEDE IN GESÙ

Mettendo a confronto le diverse rivelazioni private ci si rende conto che a volte ci sono delle divergenze nei racconti degli stessi episodi della vita di Gesù e di Maria. Perché? È la stessa ragione per cui ci sono divergenze nei quattro vangeli, pur nella sostanziale concordanza rispetto agli eventi storici più importanti relativi alla vita di Gesù. L’intento dei Vangeli, così come delle rivelazioni private, non è di fornirci una ricostruzione “cronachistica” degli avvenimenti; di darci informazioni sui dettagli con cui, ad esempio, è avvenuta la nascita di Gesù, ma di ravvivare la nostra fede aiutandoci a contemplare il mistero. In realtà il mistero è indescrivibile con parole umane. Pertanto, a ogni mistico/a è dato di coglierne alcuni aspetti, di attingere un piccolo sorso d’acqua da quella Sorgente inesauribile che è la Divina Rivelazione, in base alla propria sensibilità spirituale, al periodo storico in cui è vissuto, alle rappresentazioni del mistero secondo le categorie del tempo. Va anche notato che il più delle volte si tratta di narrazioni non del tutto coincidenti ma nemmeno incompatibili tra di loro. Ad esempio, nel racconto della nascita di Gesù di santa Caterina Emmerick si descrive “una fitta schiera di figure Angeliche nelle spoglie umane genuflettersi al suolo e adorare il Neonato divino”; mentre in quello di Santa Brigida di Svezia si accenna solo a un canto degli angeli, senza descrivere alcuna visione. Oppure: la Venerabile Maria di Ágreda aiuta a riflettere sul significato biblico dell’asino e del bue (non attestati dai vangeli ma dall’apocrifo pseudo-Matteo ed entrati nella tradizione del presepe), riportando anche la citazione di Isaia, mentre nella descrizione della Emmerick si accenna solo all’asino e non al bue… Queste differenze non hanno importanza perché non abbiamo a che fare con un reportage giornalistico. Ciò che è importante è che questi racconti siano “edificanti” e che aiutino a contemplare il Mistero della nascita di Gesù, evidenziando alcuni aspetti senza per questo che ci sentiamo legittimati a negarne altri non considerati nella narrazione. Va comunque tenuto presente che, proprio alla luce della finalità teologico-spirituale di questi racconti, a volte possono essere introdotti anche elementi metaforici e non “storici” nel senso moderno del termine, accanto a quelli reali, perché s’intende – attraverso di essi – trasmettere in modo più profondo il significato spirituale di un dato avvenimento salvifico, ovvero di un “mistero”. La “verità storica” è qui da intendere non in senso “fattuale-scientifico” ma “teologico”, che è poi il senso più importante per il credente. La narrazione, senza negare i fatti, si preoccupa più del loro significato spirituale in rapporto alla vita di fede. Infatti, un racconto arricchito di  elementi metaforici permette al credente di comprendere in modo più adeguato e più profondo il fatto storico, di quanto sarebbe possibile con una sua nuda descrizione cronachistica. Si tratta, quindi, di una “catechesi narrativa” su un avvenimento storico, più che di un mero resoconto dei fatti accaduti. Questo spiega perché le rivelazioni mistiche riferite al medesimo avvvenimento storico-salvifico possono divergere nella descrizione di alcuni particolari. Ne consegue, che sarebbe improprio considerare queste rivelazioni  alla stregua di  vere e proprie “fonti storiche”, sebbene si tratti di racconti che hanno sempre anche una base storica (si pensi, ad esempio, alla clamorosa scoperta fatta a Efeso nel XIX secolo di un antico sito archeologico, la “casa di Maria”, fatta sulla base delle rivelazioni private della Emmerick). Va anche ricordato che laddove un aspetto particolare di un avvenimento è narrato allo stesso modo in tutte le rivelazioni mistiche, ciò porta a rafforzare il suo carattere storico, per il criterio della “molteplice attestazione” valido anche per i vangeli