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La guerra di Padre Pio al giansenismo e alla tendenza ad accostarsi raramente alla Santa Comunione

LA VISITA DEL RE DEL CIELO

«Finché non si è certi di stare in colpa grave, non bisogna astenersi dalla comunione!» 

Padre Pio

Catechesi di don Francesco Pedrazzi, tenuta in occasione del ritiro del primo sabato di luglio (3 luglio 2021), nel Santuario della Madonna della Misericordia di Bovegno, in risposta a idee eretiche e gianseniste che stanno circolando oggi, facendo grandi danni spirituali. Nella catechesi si fa riferimento al pensiero di San Pio da Pietrelcina che chiede ai suoi figli spirituali di astenersi dalla Comunione sacramentale solo nel caso in cui si ha la certezza di essere in peccato mortale. Padre Pio era molto preoccupato della diffusa tendenza del suo tempo (per un falso rispetto per l’Eucaristia propugnato dal giansenismo) a partecipare alla Messa accontentandosi di fare la comunione spirituale e comanda per obbedienza di fare la Comunione sacramentale. In seguito alle restrizioni imposte dalla pandemia il giansenismo sta nuovamente prendendo piede e colpisce talora anche le anime più devote.

TESTO DELLA CATECHESI

Il racconto dell’incontro del Risorto con l’Apostolo Tommaso è uno scrigno di insegnamenti preziosi per la vita di fede.

Sicuramente c’è un profondo significato eucaristico.

Le piaghe che Gesù mostra a Tommaso rimandano al suo Sacrificio d’amore. E la Santa Messa è la celebrazione del Sacrificio d’Amore del Cristo crocifisso e risorto, che incontra la sua Chiesa.

Noi, seppur nella fede, viviamo in ogni celebrazione eucaristica un’esperienza analoga a quella di Tommaso: anzi, per certi versi un’esperienza più grande e intima, perché Gesù ci fa visita, come Pane di Vita, nel nostro cuore e noi corrispondiamo a questo dono immenso e immeritato con il suo stesso atto di adorazione: «Mio Signore e mio Dio!».

È il primo giorno dopo il sabato. Sappiamo quanto è importante vivere questo incontro con il Signore che ci convoca e ci fa visita ogni domenica. Anzi, il cristiano non può vivere senza la Messa domenicale!

Tuttavia, viviamo in tempi in cui è importante sottolineare, come già faceva san Pio X all’inizio del ‘900, che coloro che vogliono davvero mettere Gesù al centro della propria vita non possono accontentarsi di partecipare alla Messa domenicale!

Su questo punto, mettiamoci in ascolto di un gigante tra i maestri di spirito del nostro tempo: San Pio da Pietrelcina.

Egli guidava spiritualmente molte anime attraverso le sue lettere. Ora, colpisce la frequenza e l’insistenza con cui lo stigmatizzato del Gargano raccomanda alle anime da lui accompagnate la Comunione sacramentale quotidiana. Anzi, si dice convinto che il demonio faccia di tutto, nei nostri tempi, per tenere le anime lontane dalla Comunione sacramentale, facendo credere che sia sufficiente la Comunione spirituale. Padre Pio era evidentemente preoccupato per il veleno del giansenismo allora assai diffuso, ma che anche oggi, ahimè, anche per effetto di alcune restrizioni imposte dalla pandemia, sta provocando danni enormi nelle anime, anche quelle più devote.

Ecco alcune esortazioni tratte dal suo epistolario.

Quando Padre Pio viene a sapere dalla sorella Raffaelina che la sua figlia spirituale Giovina aveva cominciato a rarefare la frequenza alla comunione eucaristica se ne rammarica vivamente.

Scrive alla sorella: «Sento continuamente una stretta al cuore per vostra sorella che si accosta così raramente a ricevere Gesù. Una tale condotta … è da chiamare disprezzo, anziché amore per Gesù! Oh! se gli uomini sapessero apprezzare un tal dono, non si vedrebbe di certo un sì scarso numero di comunicanti! I tempi presenti sono assai tristi, ma che fare? O sventurati tempi in cui siamo abbattuti! Preghiamo il pietosissimo Gesù che venga in soccorso della sua Chiesa, poiché le di lei necessità son diventate estreme (II, 79)».

Quindi, per Padre Pio un grave male del proprio tempo (… e chissà cosa direbbe oggi!) che sta devastando la Chiesa è il fatto che le anime si accostano raramente alla Comunione!

Si noti, che questa lettera è del 1914. Nel 1905 san Pio X, in un decreto anti-giansenista, aveva raccomandato la Comunione sacramentale frequente, ma a quanto pare molti fedeli non avevano accolto l’esortazione del Papa!

Raffaelina si sentì quasi offesa della risposta di Padre Pio e gli rispose: «Oh! no! non è disprezzo per Gesù, come voi dite; …. Non la giudicate con rigore, non siate severo con essa, padre santo. La sorella mia è tanto buona; fa la vita di claustrale (II, 84)». E padre Pio una settimana dopo spiega meglio il suo pensiero: «Io non ho mai messo in dubbio essere la sua anima accetta al Signore, vi dicevo solo che vedevo assai di mal’occhio la condotta da lei tenuta verso la mensa eucaristica. In questi tempi così tristi nei quali tante anime fanno apostasia da Dio, non so persuadermi come si possa vivere della vera vita senza il cibo dei forti. In questi tempi … il mezzo sicuro, per mantenerci esenti dal pestifero morbo che ci circonda, è quello di fortificarci col cibo eucaristico. … (II, 92)».

Padre Pio in altre lettere è ancor più esplicito: chiede la Comunione sacramentale quotidiana.

Rivolgendosi a quattro figlie spirituali, il 7 dicembre 1916, riguardo a timori che esse avevano nel fare la Comunione quotidiana, scrive: «Credete a me, che vi parlo da fratello e con l’autorità di sacerdote ed in qualità di vostro direttore: discacciate cotesti vani timori, diradate coteste ombre, le quali va addensando il demonio sull’anime vostre per tormentarvi e allontanarvi dalla comunione quotidiana. …. Mi sono spiegato?».

Per il santo del Gargano è chiaro che il demonio escogita ogni stratagemma pur di allontanare le anime elette dalla Comunione frequente!

Qualche giorno dopo, scrivendo alle stesse figlie spirituali, precisa: «Frequentate la comunione quotidiana, disprezzando sempre i dubbi che sono irragionevoli e confidate nell’ubbidienza cieca ed ilare, non temete d’incontrar male… Dunque, ripeto – perché giova – discacciate i dubbi in nome e nella virtù dell’ubbidienza!».

Si noti che Padre Pio chiede la Comunione frequente per obbedienza, come emerge ancora più chiaramente in un’altra lettera del 26 giugno 1918 a un’altra figlia spirituale: «La sola certezza di trovarti in peccato mortale deve tenerti lontana dalla comunione. Quando sei nel dubbio, fatti l’atto di contrizione e comunicati, e fai ciò per ubbidienza. E questo vale per tutti i casi e per sempre».

Nemmeno il dubbio di essere in peccato mortale dovrebbe portare all’astensione dalla Comunione sacramentale frequente, secondo Padre Pio!

In una lettera successiva le scrive: «Avresti dovuto rammentarti che io ti dissi: finché non sei certa di trovarti in disgrazia di Dio, cioè col peccato mortale nell’anima, non dovevi né potevi astenerti dalla comunione, ma farsi l’atto di contrizione e disporsi ad ubbidire. Guardati bene in seguito dal diportarti come ti sei diportata questa volta, altrimenti ti tratterò come meriti!».

Altro che: «Fai quello che ti senti in coscienza!», come va di moda dire oggi!… Padre Pio non sopporta che un’anima di una sua figlia spirituale si astenga dalla Comunione se non nel caso in cui ha la certezza di avere commesso un peccato mortale!

A un’altra figlia spirituale, Vittorina, scrive: «Hai fatto bene a non tralasciare la comunione per quei vani ed inutili timori che il nemico ti poneva davanti. Sta pur sicura che non si offende Iddio se non quando si conosce essere un’azione peccaminosa, e pur con deliberata e piena volontà ed avvertenza si fa».

In una lettera del 24 gennaio 1919 scrive: «Finché non si è certi di stare in colpa grave, non bisogna astenersi dalla comunione!» Notare: quel perentorio “non bisogna astenersi”…

Infine, alla figlia spirituale Antonietta scrive: «Carissima Antonietta, … Tranquillizzati! Fa’ la santa comunione e non dare retta alle fanfaronate altrui. Quando vedo del male, lo dico io e non mi servo di altre persone per richiamare al dovere. Perciò tranquillizzati!»

Facciamo nostre le parole di questo grande santo pensando a quelle anime turbate dalle “fanfaronate” che si sentono in giro da chi, in nome di fissazioni rituali o di altre ragioni, allontana i fedeli più innamorati di Gesù dall’incontro intimo e quotidiano con Lui nel Santissimo Sacramento dell’Eucaristia! «Non diamo retta a queste fanfaronate!».  Insomma: per Padre Pio, la Comunione frequente è una colonna portante della vita spirituale.

L’altra colonna è la devozione alla Santa Vergine e la Consacrazione al suo Cuore Immacolato.

«Un giorno chiesero a Padre Pio perché insistesse tanto a far fare la Consacrazione al Cuore Immacolato di Maria. Rispose San Pio: “Perché è l’unico posto al mondo in cui Satana non ha messo piede e mai ve lo metterà per prendersi le anime che vi saranno entrate… e vi aspetta un futuro così diabolico che l’apocalisse è nulla a confronto, mettetevi lì dentro e starete al sicuro».

Tuttavia, queste due colonne non bastano, se non c’è un architrave che le tiene unite che è l’amore e l’obbedienza alla Chiesa. Senza l’obbedienza alla Chiesa anche il culto dell’Eucaristia e la devozione alla Madonna sono fasulle e infeconde!

Il santo cappuccino non si stancava di raccomandare l’obbedienza e l’amore per la Chiesa, che egli stesso viveva in modo eroico! In una sua lettera (27 gennaio 2018) scrive a una figlia spirituale: «Dopo l’amore di nostro Signore, ti raccomando, o figliuola, quello della Chiesa sua sposa, di questa cara e dolce colomba, la quale solo può fare le uova, e far nascere i colombini e le colombine allo Sposo. Ringrazia Dio cento volte il giorno d’essere figliuola della Chiesa, ad esempio di tanti santi nostri fratelli che ci precedettero nel felice passaggio. Abbi gran compassione a tutti i pastori e predicatori della Chiesa….  Prega Dio per essi, acciocché salvando loro medesimi procurino fruttuosamente la salute delle anime…»

Viviamo in «tempi assai tristi», scriveva Padre Pio. Chissà cosa direbbe dei nostri tempi! A maggior ragione,  coloro che vogliono camminare oggi sulla via della perfezione ed essere difesi dal “morbo pestifero” dei vizi e del peccato non possono accontentarsi di fare di tanto in tanto la Comunione sacramentale! È normale che, come Tommaso, siamo a volte assaliti da dubbi e timori. Padre Pio esortava le sue figlie a cacciare questi dubbi. Così Gesù nel vangelo di oggi esorta Tommaso ad accostarsi a Lui, a toccarlo, allontanando ogni dubbio e timore! «

Se davvero vogliamo fare progressi nella vita spirituale, ecco la strada raccomandata dal grande mistico stigmatizzato: allontanare i timori e ricevere ogni giorno “il Pane quotidiano”, grazie alla visita del Risorto nel nostro cuore! E cercare di farlo sempre meglio, con un sincero e umile spirito di adorazione, quello che portò san Tommaso ad esclamare, con stupore e commozione: «Mio Signore e mio Dio!»

Se riceviamo una visita da un grande Sovrano e quando bussa alla porta noi non la facciamo entrare in casa perché ci sentiamo indegni di accoglierlo, non gli facciamo forse un affronto? Non feriamo in questo modo il suo cuore? Apriamo la porta con gioia e umiltà, con commozione e stupore, accogliamo l’Ospite divino, che – come ha fatto con Tommaso e gli Apostoli – continua a farci visita nel Sacramento del suo Amore. Amen!