COMMENTO ALLA PAROLA DEL GIORNO

"Lampada per i miei passi
è la tua Parola,
luce sul mio cammino"

Salmo 119,105

 

III Domenica di Pasqua (Anno B)

«Ferite e feritoie»

COMMENTO ALLA PAROLA
DEL 14 APRILE 2024

don Francesco Pedrazzi

At 3,13-15.17-19 Sal 4 1Gv 2,1-5 Lc 24,35-48

«Guardate le mie mani e i miei piedi: sono proprio io!».

Sono le parole che Gesù dice ai discepoli, apparendo loro la sera del giorno della sua risurrezione. In genere, per identificare una persona si guarda il volto. Gesù, invece, invita a guardare le mani e i piedi, ovvero le ferite riportate a causa della crocifissione.

È come se dicesse: «Queste ferite sono il mio “copyright”, “i segni particolari” che vi dicono che sono proprio io, perché nessuno può amare come vi ho amati io. Ora potete capire il senso delle parole che vi ho detto prima di morire!».

Infatti, dice loro: «Sono queste le parole che io vi dissi quando ero ancora con voi…». E cominciò ad “aprire loro la mente per comprendere le Scritture”, mostrando che tutto è accaduto secondo quanto era stato profetizzato.

Grazie alla potenza della risurrezione le ferite divengono da segni di sofferenza e di morte segni di luce e di amore estremo: da ferite divengono feritoie, come amava dire il Venerabile vescovo Antonio Bello. Egli diceva ai suoi ragazzi: «Noi vi auguriamo di essere feritoie di Gesù Cristo: chi guarda voi possa vedere Lui, possa vedere le cose pulite, le cose buone, le cose nobili, l’amicizia, la pace, la giustizia, la libertà, l’impegno, il dialogo… Feritoie da dove si vedono cieli nuovi e terra nuova».

Se rimaniamo uniti a Gesù attraverso il sacramento del suo Corpo e del suo Sangue, anche le ferite della nostra vita diverranno feritoie, attraverso cui Dio potrà illuminare gli altri con la luce della risurrezione! Amen.

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