Due apparizioni a confronto: Valverde e Kibeho. Ascoltiamo gli appelli del Cielo!

Due apparizioni a confronto: Valverde e Kibeho. Ascoltiamo gli appelli del Cielo!

Introduzione e precisazioni previe

Valverde e Kibeho. Due rivelazioni private, due apparizioni della Santa Vergine riconosciute dalla Chiesa. Due apparizioni geograficamente e storicamente distanti, ma con un denominatore comune: un forte invito alla conversione per evitare un male incombente. Diametralmente opposte le risposte dei fedeli dinanzi a questo appello e, come vedremo, tali anche gli esiti derivanti da queste risposte.

Non si intende qui solo accennare a queste apparizioni, ma anche proporre uno spunto di riflessione sull’importanza di ascoltare gli appelli del Cielo, almeno nel loro nucleo essenziale. Inoltre, si cercherà di offrire qualche elemento in riferimento alla sfida complessa del conciliare l’esigenza della prudenza e dell’obbedienza dovute alla Chiesa, con quella dell’importanza di prendere sul serio quei messaggi che ci raggiungono attraverso rivelazioni private allo scopo di evitare vere e proprie tragedie per l’umanità.

Giova premettere, a scanso di equivoci, che chi legge non deve ritenere che vi sia un qualsiasi intento critico nei confronti dell’atteggiamento della Chiesa – sia locale che universale – verso questi eventi. È anzi noto che non di rado – purtroppo – quelle che vengono fatte passare come “apparizioni della Madonna” o rivelazioni personali non hanno un’origine divina ma demoniaca, oppure legata a fattori naturali. Richiedono quindi un’analisi complessa, che tenga conto dei limiti, anche semplicemente umani, di chi vi assiste. Le apparizioni false, architettate dal Nemico di sempre, sono apparentemente molto simili a quelle vere, come due banconote che a prima vista appaiono uguali; eppure, gli scopi sono diametralmente opposti e in genere sono finalizzare a creare divisione e confusione, anche tra le persone più pie. Tutto questo non solo legittima, ma impone, un atteggiamento di estrema prudenza da parte della Chiesa di Cristo.

C’è però un fatto: spesso e volentieri la nostra Madre Celeste non appare solo per ricordarci la Via del Cielo (in totale aderenza al Magistero della Chiesa), ma anche per metterci in guardia da pericoli imminenti, che ella cerca di evitare (o almeno di attenuare) con i richiami alla penitenza, al sacrificio, alla preghiera ed alla conversione.  

Non s’intende, con ciò, proporre presuntuosamente una soluzione certa e semplice, per conciliare due esigenze che appaiono così contrapposte, ovvero quella della massima cautela nel pronunciarsi su una rivelazione privata (specialmente se ancora in corso) e quella di agire in tempo per fronteggiare i disastri preannunciati. Si cercherà nondimeno di dare qualche indicazione al riguardo, alla luce anche di fatti recenti.

Fatte queste doverose precisazioni, non resta che trattare di queste apparizioni.

Giustizia e Misericordia: l’accoglienza dell'appello della Madonna a Valverde consente di attenuare alcune sciagure imminenti (Rezzato, Brescia)

Siamo nei pressi di Rezzato, in provincia di Brescia, nella primavera avanzata dell’anno 1399. Un contadino sta arando il suo campo, quando, all’improvviso, si imbatte in un uomo vestito di rosso, che gli ordina di gettare tre pani (che egli ha nella sua bisaccia) in un laghetto poco distante.

Avvicinatosi il bifolco a quel posto, ecco apparire una Signora, su uno scoglio, in mezzo all’acqua, che gli rivolge la parola e così gli dice:

Ritorna dall’adorabile Signore che qui ti  ha inviato e pregalo da parte mia che si compiaccia di revocare il suo comando ed assicuralo che io troverò il modo di soddisfare la Sua Divina Giustizia”.

Probabilmente il contadino a questo punto capisce chi sono la donna e l’uomo che gli sono apparsi. Tornato dal Signore, gli riferisce della visione che ha avuto e delle parole che gli sono state dette, ma Egli si mostra ancora adirato ed insiste affinché sia eseguito l’ordine.

Triste il contadino ritorna al laghetto, nella convinzione di non potersi esimere dall’eseguire quell’ordine, ma nuovamente la Signora si rivolge a lui dicendogli: “No! Non li gettare!”.

Risponde il poveretto: “Ma l’ordine di quel signore è questo, ed io lo devo eseguire”.

No! Fermati, ascolta” – riprende la Signora – “Io sono la Madre del Divin Redentore e il Signore che ti ha dato questo ordine è appunto il mio Divin Figlio. Egli è giustamente adirato contro la perversità sconfinata che regna fra gli uomini, ed ha deciso di punirli con flagelli spaventosi. Gettare questi pani significherebbe eseguire il decreto irrevocabile. Va’, dunque e prega il mio Gesù di voler ancora usare misericordia ai poveri peccatori nella speranza che questi ritornino a vita virtuosa”.

Fattosi probabilmente un po’ di coraggio, perché consapevole della protezione della Madonna, il contadino ritorna da Colui che ormai sa essere il Redentore. Si prostra a terra ed espone tra le lacrime il desiderio della Sua divina Madre.

Tuttavia, con fermezza e volto severo Gesù gli ordina:  “Ritorna allo stagno ed esegui il comando che ti ho dato. Le iniquità degli uomini sono al colmo, la mia giustizia è ormai stanca; il vizio, la lussuria che dominano più che mai in mezzo a loro mi muovono a tanta nausea; va’ e compi ciò che ti ho ordinato”.

È davvero difficile immaginare con quale stato d’animo il contadino sia tornato dalla Madonna, per implorare pietà e aiuto, non solo per sé stesso, ormai consapevole che in gioco c’era non solo la propria stessa vita, ma altresì per il futuro di molte altre persone!

Cosi si è sentito ripetere dalla bella Signora:

“O buon uomo! Il caso è gravissimo. Insistiamo ancora a pregare la Divina Misericordia. Il getto di questi tre pani significherebbe lo scatenarsi sopra la terra di tre terribili flagelli: la peste, la fame, la guerra con lo sterminio di gran parte delle genti. Va’ di nuovo ai piedi del mio Divin Figliuolo, presentagli a nome mio i meriti delle sacratissime sue piaghe, della sua passione e morte; rinnovagli i miei voti e i desideri, l’intercessione delle mie suppliche; digli che mi impegnerò per mezzo tuo richiamare le genti a sincera penitenza. Insisti devotamente, prega con molta umiltà e la misericordia di Lui prevarrà!”.

Ecco che il nostro contadino, ancor più terrorizzato e piangente, nel timore di essere alla fine sia costretto a lanciare quei pani e sapendo le conseguenze che ciò avrebbe comportato, ritorna dal Signore e nuovamente gli riferisce le preghiere e le suppliche della Madonna. Si sente rispondere delle parole che, finalmente, gli recano conforto e sollievo:

“Alla benedetta mia Madre nulla io so negare. Per amore di Lei sospendo due dei castighi ed inoltre, se gli uomini ritraendosi dai loro immondi costumi si purificheranno profondamente nelle lacrime della penitenza, verrà alleggerito di molto anche il terzo. Va’ al laghetto e gettavi un solo pane”.

A quel punto il contadino torna dalla Madonna, che gli permette di gettare in acqua un solo pane, così aggiungendo:

“Ora vai ad annunziare le cose che hai viste ed udite. Esorta la gente ad abbandonare le vie dell’empietà, esortali a vivere cristianamente per placare la Divina Giustizia che hanno gravemente irritata. Suggerisci loro la purificazione nel sacramento della Penitenza, facciano devote novene con processioni… vestano bianche vesti… assistano con devozione alla S. Messa… ricevano con fede la S. Comunione. Tra i canti mi è assai gradito lo Stabat Mater dolorosa…”.

Fu allora che l’uomo, gettato solo un pane, quello della peste, come gli fu chiarito dalla Madonna, corse ad informare i suoi compaesani dell’accaduto. Accompagnato da un gruppo di discepoli vestiti di bianco  come lui (su richiesta della Santa Vergine), egli cominciò ad andare di paese in paese e di regione in regione, per narrare ciò che aveva visto ed annunziare le parole udite, predicando preghiera e penitenza, e facendo si che si organizzassero processioni. Nacque così il movimento dei Bianchi, detti anche “Disciplinati”, di cui S. Antonino di Firenze riferisce nella sua Opera storica, un grandioso movimento religioso che si è diffuso non solo in Italia, ma anche in Germania, in Francia ed in Spagna.

Come aveva preannunciato Nostro Signore e la Madre celeste, in quel 1399 si abbatté sull’Italia una violenta epidemia di peste, anche se – a differenza di quella ben più famosa del 1347-1353 – scomparve nel giro di un anno, in modo improvviso e inaspettato. Possiamo ben ritenere che questo avvenne grazie alle tante preghiere e penitenze, promosse anche dai movimenti religiosi, in risposta agli appelli della Santa Vergine. 

Molto più tardi, il 1° ottobre 1711, vi fu una seconda apparizione, senza un legame evidente con la prima, a parte il riferimento a una peste bovina. Infatti, i fedeli avevano programmato una processione per debellare la peste il 2 ottobre. Il giorno precedente due ragazzini videro nei pressi del Santuario la Madre Celeste e questa apparizione venne colta come una conferma che il Cielo avrebbe gradito quella preghiera. E così è stato: di lì a poco la peste scomparve.

Chi volesse approfondire gli avvenimenti legati alle apparizioni della Madonna di Valverde può trovare informazioni QUI o recarsi presso il Santuario della Madonna di Valverde in Rezzato, ove un laghetto più moderno, artificiale, ricorda quello originale, mentre delle lapidi site nei pressi raccontano degli eventi straordinari che si sono qui verificati.

Santuario di Valverde (Rezzato)
Santuario di Valverde (Rezzato)
Il laghetto come è oggi (nei pressi del Santuario)
Il "laghetto" come è oggi, nei pressi del Santuario

Se l'appello del Cielo fosse stato accolto si poteva evitare
o attenuare un immane genocidio: Kibeho

Rispetto alla precedente Apparizione, facciamo un salto nel tempo di 582 anni. I fatti si svolgono in Rwanda, a partire dal 28 gennaio 1981, in un collegio di studentesse tenuto da una Congregazione rwandese in Kibeho, una località situata nel comune di Muguga, a 30 Km da Butare e 35 da Gikongoro, nella regione naturale del Nyaruguru.

Breve storia delle apparizioni

Sono le 12:35 e le ragazze del Collegio si trovano nel refettorio. Alphonsine Mumureke, di 16 anni, alunna della prima media, sta servendo le compagne a tavole, quando sente distintamente una voce che la chiama “Figlia mia, vieni qui!”. La voce sembra provenire dal corridoio, accanto al refettorio.

Alphonsine si reca nel corridoio e vede, per la prima volta, una giovane donna, a lei sconosciuta, bellissima e vestita di bianco, senza calzature, con un velo dello stesso colore sulla tesa che le nasconde i capelli e che sembra unito al resto del vestito, in un modo che non si poteva capire.

Alphonsine Mumureke, in una immagine abbastanza recente

Le mani sono giunte sul petto e le dita sono rivolte al cielo. La bellissima signora non ha una carnagione bianca (in lingua locale, “muzungu” ), come presentata in alcuni santini, ma neppure nera, tanto che la veggente affermerà, nella sua testimonianza, di non riuscire a dire, con esattezza, come fosse la sua pelle, riferendo in ogni caso di una bellezza incomparabile.

Piena di timore, Alphonsine chiede alla Signora chi sia. La donna così le risponde: “Ndi Nyina Wa Jambo”, che tradotto significa “Io sono la Madre del Verbo”. Il dialogo avviene tutto in lingua rwandese. Le compagne del collegio che sono presenti sentono le parole di Alphonsine, ma non quelle della Signora, che verranno riferite in seguito dalla loro compagna. 

La Madonna chiede ad Alphonsine: “Nella tua vita cristiana, cosa è per te la cosa più importante?”. Alphonsine così risponde: “Amo Dio e Sua Madre che ha messo al Mondo per noi il Redentore”. La Signora le chiede “Veramente?”, al che lei risponde: “Sì, è proprio così!”.

La Madre Celeste, pertanto, le dice: “Se è così, io vengo a consolarti, perché ho ascoltato le tue preghiere. Voglio che le tua compagne abbiano fede, perché non ne hanno abbastanza”. 

Quindi chiede alla ragazza di insegnare alle sue compagne a pregare, perché non sapevano farlo o non lo facevano abbastanza. Le chiede, inoltre, di tenere in stima e devozione la loro Madre, Maria.

La Santa Vergine appare a Kibeho con la "corona di sette poste", in relazione ai tradizionali "sette dolori di Maria".

Convinta di essere stata visitata davvero dalla Madonna, Alphonsine recitò tre Ave Maria e la sequenza dello Spirito Santo. Poi la Signora scomparve lentamente, non di spalle, ma ritraendosi verso l’alto. Questa apparizione durò circa un quarto d’ora.

In quel momento il collegio ospitava 120 ragazze interne, che erano suddivise in tre classi, che si preparavano a diventare segretarie d’azienda o insegnanti elementari ed era diretto da tre suore, che fungevano anche da insegnanti, insieme ad una donna ed a cinque uomini, laici. Non c’era una cappella e neppure un clima religioso particolarmente sentito, il che aiuta a comprendere il significato delle parole della Madonna.

Le compagne di Alphonsine non furono entusiaste del racconto, anzi pensarono subito che Alphonsine fosse isterica o vittima di allucinazioni, cosicché divenne il loro zimbello. Nessuno la prendeva seriamente su ciò che raccontava e di ciò la veggente soffriva. Vi furono altre visioni e lei pregò che la Vergine apparisse anche alle altre ragazze, affinché potessero crederle. 

E così avvenne. La Madonna apparì, la sera del 12 gennaio del 1982, a Nathalie Mukamazimpaka, di anni 17, ma ciò non bastò a vincere lo scetticismo. Il 2 marzo del 1982 apparì anche a Marie Claire Mukangango, di anni 21, che era la più scettica di tutte e condizionava, a motivo della sua età, anche tutte le altre compagne. Finalmente, quando anche lei dichiarò di avere visto la Madonna, tutte dovettero arrendersi ed il collegio prestò più attenzione a quei fenomeni.

Le tre veggenti di Kibeho

“Quando mi faccio vedere e parlo a qualcuno, intendo rivolgermi al mondo intero"

Come è accaduto a Rezzato, i messaggi della Madonna a Kibeho non riguardavano solo la popolazione rwandese. Ovunque Ella appaia la Madonna ha sempre a cuore tutti i suoi figli e un messaggio è dato in un luogo e in dato periodo storico perché possa poi propagarsi oltre i confini di uno spazio e di un tempo circoscritti, attraverso l’eco della testimonianza  e della devozione dei fedeli. La Vergine Santa lo disse espressamente a Marie Claire “Quando mi faccio vedere e parlo a qualcuno, intendo rivolgermi al mondo intero”. La Madre celeste porta quindi un messaggio universale, volendo richiamare tutti i suoi figli quando vivono senza Dio, ignorando i valori dello spirito.

A Kibeho, infatti, dice di essere venuta per consolare i suoi figli e per invitarli all’unità ed alla pace, attraverso la conversione, la preghiera, la penitenza e a la partecipazione alla Passione del Signore. Per questo si presenta anche come “Vergine della sofferenza”, “dei dolori” o “Addolorata”, perché intende aiutare gli uomini ad affrontare, senza scoraggiarsi, le inevitabili prove che precedono il ritorno nella gloria del Signore Gesù.

 

La drammatica visione del genocidio del 1992

La Madre celeste rivolse, specialmente ai rwandesi, un appello accorato alla conversione: chiede loro di avvicinarsi a Gesù, di cambiare vita ed accogliere il Vangelo della misericordia e del perdono “che avevano dimenticato”, perché la mancata conversione avrebbe portato immani sciagure per tutta la popolazione. Ma il monito del Cielo, attraverso le tre ragazze, non venne preso sul serio e l’appello alla conversione cadde nel vuoto.

In occasione dell’apparizione del 1° agosto 1982, le veggenti ebbero una chiara visione di ciò che sarebbe accaduto alcuni anni più tardi, in Rwanda. La Vergine, quel giorno, apparve molto più triste, tanto che Alphonsine riferì di averla vista in lacrime. Anche le altre ragazze si comportarono diversamente dal solito: piansero, tremarono, batterono i denti dalla paura. 

Si trattò di un’apparizione eccezionalmente lunga, ben otto ore! Esse raccontarono di avere visto “un fiume di sangue, persone che si uccidevano a vicenda, cadaveri abbandonati senza che nessuno si curasse di seppellirli, un abisso spalancato, un mostro spaventoso, teste mozzate”.

Il 15 agosto 1982 la Vergine Addolorata, tra le lacrime, consegnò alla veggente Nathalie il seguente drammatico messaggio:
“Il mondo va assai male, e se voi non fate nulla per pentirvi e per rinunciare ai vostri peccati, guai a voi! È proprio questo che continua a farmi male, perché io voglio liberarvi da un baratro perché voi non vi cadiate… ma voi rifiutate! Raddoppiate quindi lo zelo, figlia mia, per la preghiera in favore del mondo, affinché i peccati diminuiscano e siano perdonati a coloro che lo desiderano. Come potrei io essere contenta, allorché vedo i miei figli prendersi gioco di me ed essere sul punto di cadere in un abisso e di perdersi? Sono venuta da voi per comunicarvi un messaggio che vi richiama quello che avete dimenticato: ma voi rifiutate di accoglierlo!”.

 

Fu possibile comprendere la terribile visione del 1° agosto 1982 quando scoppiò esattamente 10 anni dopo, nel 1992, la guerra civile tra etnie, in particolare i Tutsi e gli Hutu, e ci furono massacri spaventosi, con quasi un milione di vittime, che confermarono la veridicità di quell’apparizione.

Il riconoscimento ufficiale della Chiesa

Le veggenti di Kibeho vissero esperienze estatiche molto particolari, ad esempio, similmente a quanto avvenuto a Fatima (dove ai veggenti fu mostrato l’inferno), videro il Paradiso, il Purgatorio e l’Inferno.

Per attestare l’autenticità delle estasi e la veridicità dei messaggi, vennero sottoposte ad accurati esami, condotti da due commissioni, una commissione medica, che ha attestato la perfetta sanità mentale delle ragazze, e una commissione teologica, che ha accertato l’assenza di errori nelle apparizioni.  

Dopo aver istruito un processo canonico, il 29 giugno 2001 il primo vescovo di Gikorongoro, Mons. Augustin Misago, in Cattedrale, alla presenza di tutto l’episcopato rwandese e del Nunzio apostolico, mons. Salvatore Pennacchio, leggeva il decreto di riconoscimento dell’autenticità delle apparizioni avvenute a Kibeho e dichiarava solennemente, per conto della Chiesa: 

Sì, la Vergine Maria è apparsa a Kibeho nella giornata del 28 novembre 1981 e nel corso dei mesi successivi. … A questo riguardo, solo le tre veggenti dell’inizio meritano di essere ritenute come autentiche: si tratta di Alphonsine MUMUREKE, Nathalie MUKAMAZJMPAKA e Marie Claire MUKANGANGO. La Vergine si è loro manifestata sotto il nome di “Nyina wa Jambo”, cioé “Madre del Verbo”, che è sinonimo di “Umubye-yi w ‘fmana”, cioè “Madre di Dio”, come essa l’ha spiegato…”.

Continuano ancora oggi gli appelli del Cielo alla conversione perché l'umanità torni a Dio e possa evitare di andare incontro a terribili calamità

Grazie all’intervento della Madonna a Rezzato, fu possibile evitare due delle tre terribili calamità destinate ad abbattersi sull’umanità e verosimilmente attenuare l’unica rimasta. 

A Kibeho, invece, la Madonna non fu presa abbastanza sul serio e l’evento non fu né impedito, né attenuato.

 

Le conseguenze dell'appello inascoltato di Fatima

Kibeho non è certamente l’unico caso in cui il messaggio della Madre celeste è rimasto inascoltato. Si potrebbero apportare altri esempi. Il più conosciuto è probabilmente quello rappresentato dalla cosiddetta “profezia di Fatima”.

A Fatima la Madonna aveva ammonito gli uomini, attraverso i tre Pastorelli, dicendo che se non fossero tornati a Dio sarebbe scoppiata di lì a poco una guerra ancora peggiore della Prima Guerra Mondiale e la Russia avrebbe diffuso ovunque i suoi errori provocando morte e distruzione. Gli avvenimenti drammatici preannunciati purtroppo accaddero, mietendo milioni di morti in tutto il mondo. Possiamo tuttavia ritenere che la consacrazione della Russia nel 1984 da parte del “Papa mariano”, San Giovanni Paolo II, sebbene tardiva, abbia arginato il furore omicida del Comunismo, con la caduta della “cortina di ferro” nel 1989. 

Il riferimento al messaggio inascoltato di Kibeho nelle recenti presunte apparizioni di Maria "Rosa Mistica" in Brasile:
"Mi rattrista molto sapere che solo le tragedie fanno credere gli uomini ai miei messaggi".

Tornando alle apparizioni in Rwanda, fa riflettere quanto sta emergendo in un’apparizione tuttora in corso e non riconosciuta, quella di Maria Rosa Mistica” in Brasile, a São José dos Pinhais, nello Stato del Paraná.

In un messaggio dato al presunto veggente Eduardo Ferreira, il 28.11.2016, la Madonna avrebbe detto:

“Figli miei, pace! In questo giorno vi invito a pregare con me per il continente africano. Oggi ricordate la mia apparizione a Kibeho/Ruanda. Il mio Cuore ha sanguinato per quella nazione, nel veder morire migliaia di miei figli. Il mio messaggio non è stato preso sul serio come dovuto. Molti hanno pianto la perdita dei loro cari. Oggi ancora una volta vi invito alla preghiera per la pace nel mondo. Se l’umanità non tornerà a Dio, un grande castigo si abbatterà su questa generazione. Io vostra Madre, Regina della Pace, continuo a riversare copiose grazie su tutta l’umanità. Con amore vi benedico nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo”.

Ancor più di recente, il 12 gennaio del 2020, ecco cosa avrebbe detto Maria la Santa Vergine a Eduardo Ferreira:

“Cari figli, pace! Non smettete di pregare il rosario. Pregate! Sono la Madre dei Dolori, la Rosa Mistica. In questo momento prego su ogni figlio qui presente. Figli miei, oggi ricordate la mia apparizione ad Anathalie” (così nel testo; in alcuni siti in effetti, come “Papaboys”, si fa riferimento a questa veggente come Anatalia, tradotto in italiano, o proprio con quel nome) “Mukamazimpaka” il 12 gennaio 1982 a Kibeho, affinché facesse molte penitenze per l’umanità. In quell’epoca, avevo ricordato di pregare il rosario dei Sette Dolori” (preghiera approvata dalla Chiesa) per preparare i miei figli a quello che stava per arrivare per quella nazione (Ruanda). Pochi misero in pratica la mia richiesta. Diedi segni e profetizzai quello che stava per arrivare. Anni dopo, un grande genocidio si è abbattuto sul Ruanda. Nel 1994 migliaia di ruandesi vennero massacrati dai loro compatrioti. Il genocidio è stato il grande segno per la Chiesa, che crede alle mie apparizioni in Ruanda. Mi rattrista molto sapere che solo le tragedie fanno credere gli uomini ai miei messaggi”. 

Come conciliare l’obbedienza dovuta alla Chiesa,
con l’esigenza di prendere sul serio gli appelli della Madonna?

Riguardo al problema a cui si è accennato all’inizio, sull’esigenza di conciliare la prudenza chiesta dalla Chiesa con il carattere urgente degli appelli mariani, possiamo cogliere una preziosa indicazione riflettendo su quanto è accaduto proprio in questi ultimi mesi attorno alle apparizioni della “Signora di tutti i Popoli” ad Amsterdam. Si tratta di una rivelazione provata che era stata riconosciuta come veritiera dal Vescovo locale il 31 maggio 2002, ma che è stata poi almeno parzialmente rimessa in discussione dalla Congregazione per la Dottrina della Fede. Infatti, sebbene non ci sia stato un vero e proprio nuovo pronunciamento magisteriale, ha suscitato un certo clamore quanto ha scritto la Nunziatura Apostolica in una lettera al cardinale Béchara Boutros Raï il 20 luglio 2020, in cui viene chiesto di non diffondere i messaggi e di non fare riferimento ad essi come a eventi soprannaturali, in linea con una dichiarazione, che risale al 1974 (che puoi trovare QUI), che pareva tuttavia superata dopo l’approvazione episcopale del 2002, poiché la Santa Sede non era allora intervenuta per manifestare un parere contrario.

Si ricordi che anche ad Amsterdam la Madonna è stata chiara, dicendo di essere venuta per evitare una catastrofe mondiale. 

Pertanto, ecco l’inevitabile domanda: come dovrebbe porsi il credente che con fede umana (quella richiesta dinanzi alle rivelazioni private) intende prendere sul serio le parole della Santa Vergine ad Amsterdam, pur consapevole che non c’è una piena approvazione ecclesiale? 

Più concretamente: come restare fedeli alla Chiesa, evitando di divulgare i messaggi e di riconoscere come certamente autentiche quelle apparizioni, e nello stesso tempo fare in modo che non accadano quei mali che, per l’ennesima volta, la Madonna ha cercato di impedire, chiedendo la nostra conversione? 

 

Ebbene, c’è un fatto che ci offre una preziosa indicazione al riguardo: in una comunicazione avvenuta in collaborazione e con la supervisione della Congregazione per la Dottrina della Fede (puoi trovare il documento QUI), il Vescovo locale afferma che la diffusione dell’Immagine e della Preghiera della Signora di Tutti i Popoli potrà proseguire (ovverossia quell'”azione mondiale” che la Madonna avrebbe richiesto ad Amsterdam, proprio perché si possa compiere quella che Lei stessa ha definito, anche in quell’occasione, come già a Fatima, il “Trionfo del Suo Cuore Immacolato”). Inoltre si potrà continuare a utilizzare, in quanto “teologicamente lecito”, il titolo di “Madre”, “Madonna” o “Signora di tutti i popoli”.

Il Vescovo locale ha tuttavia precisato che l’utilizzo delle immagini e della preghiera non può essere considerato in alcun modo un riconoscimento ‐ nemmeno implicito ‐ della soprannaturalità degli eventi in questione”. 

In un altro messaggio (vedi QUI) il medesimo Vescovo di Amsterdam ha così dichiarato:

Per molti fedeli sarà una sofferenza il fatto che la Congregazione per la Dottrina della Fede e Papa Paolo VI abbiano pronunciato un giudizio negativo sulle apparizioni. A tutti loro vorrei dire che posso capire la loro delusione. Le apparizioni e i messaggi hanno ispirato molti. Spero sia una consolazione per loro sapere che la devozione a Maria con il titolo di “Signora di tutti i Popoli” può continuare, sia nella cappella di Amsterdam sia nelle Giornate di preghiera, alle quali io stesso ho partecipato più volte in passato. Questo è il giudizio della Chiesa a cui dobbiamo obbedire nella fiducia che il Signore guida la sua Chiesa e non l’abbandona. Questo non deve in alcun modo intaccare il nostro ardente amore per Maria, la Signora e Madre di tutti i Popoli. Spero sinceramente che tutti noi, nella buona e nella cattiva sorte, diventiamo ancora più forti nell’amore per la nostra Madre celeste, alla quale il Signore ci ha affidato sulla Croce: “Donna, ecco il tuo Figlio!” (Gv 19,26), ecco qui i tuoi figli, sotto la tua protezione cerchiamo rifugio …”.

La complessa vicenda delle presunte apparizioni della “Signora di tutti i popoli” ci aiuta a intravedere la via che dobbiamo seguire dinanzi a quelle rivelazioni private non pienamente riconosciute dall’Autorità ecclesiale in cui la Madonna chiede ai fedeli in modo accorato di compiere atti specifici come segno esteriore della conversione dei cuori (recitare determinate preghiere, compiere gesti particolari, ecc.), per allontanare mali che incombono sull’umanità. La via consiste nell’attenersi scrupolosamente alle indicazioni della Chiesa sulla veridicità delle apparizioni, in uno spirito di filiale obbedienza, quella stessa che la Madonna avrebbe raccomandato ad Amsterdam, alla veggente Ida Peederman, allorché riscontrava scetticismo su ciò che ella riferiva, anche da parte dei pastori; nello stesso tempo, siamo invitati a prendere molto sul serio l’appello alla preghiera, alla conversione e alla penitenza che è comune a pressoché tutte le apparizioni, anche quelle definitivamente riconosciute.

In realtà, nelle parole della Santa Vergine risuona lo stesso e originario appello alla conversione di Cristo: “Convertitevi e credete nel Vangelo!” (Mc 1,15) e i suoi severi ammonimenti: “Credete che quei Galilei fossero più peccatori di tutti i Galilei, per aver subìto tale sorte? No, io vi dico, ma se non vi convertite, perirete tutti allo stesso modo!” (Lc 13,2); “Guai a te, Corazìn, guai a te, Betsàida! Perché, se a Tiro e a Sidone fossero avvenuti i prodigi che avvennero in mezzo a voi, già da tempo, vestite di sacco e cosparse di cenere, si sarebbero convertite!” (Lc 10,13). 

Solo in questo modo possiamo tenere viva la speranza che prima o poi si riesca a scongiurare quelle sciagure di cui la Madonna parla, animata da una comprensibile apprensione e premura materna, non certo con l’intento di terrorizzarci. La Madre di Gesù ci chiede di allontanarci dal peccato, che è la peggiore sciagura da cui dipende direttamente o indirettamente ogni altro male presente nel mondo (per un approfondimento su questo tema vedi QUI).