1 gennaio: Solennità di Maria Santissima MADRE di DIO

1 gennaio: Solennità di Maria Santissima MADRE di DIO

Il 1° gennaio, Capodanno civile, si celebra la solennità di Maria Santissima Madre di Dio. Questo dogma (verità di fede) fu proclamato solennemente nel Concilio di Efeso dell’anno 431, dove venne affermata la natura umana e divina dell’unica persona del Verbo in Gesù Cristo e quindi anche la maternità divina di Maria. La solennità di Maria Santissima Madre di Dio è la prima festa mariana comparsa nella Chiesa occidentale.

Voi avete, o Maria, l’autorità di Madre verso Dio e perciò otterrete anche il perdono per i più abietti peccatori. Il Signore vi riconosce in tutto come sua vera Madre e non può tralasciare ogni vostro desiderio“.

(Sant’Alfonso Maria de Liguori, Le Glorie di Maria)


IL DOGMA DELLA DIVINA MATERNITÀ DI MARIA

Nel 431 il Concilio di Efeso diede a Maria il titolo di Madre di Dio (in greco Teotòkos (Θεοτόκος); in latino Deipara o Dei genetrix), attraverso la proclamazione di un dogma ed è una conseguenza della dottrina cristologica affermata dal concilio stesso. Nestorio infatti aveva osato dichiarare: “Dio ha dunque una madre? Allora non condanniamo la mitologia greca, che attribuisce una madre agli dèi”; S. Cirillo di Alessandria però aveva replicato: “Si dirà: la Vergine è madre della divinità? Al che noi rispondiamo: il Verbo vivente, sussistente, è stato generato dalla sostanza medesima di Dio Padre, esiste da tutta l’eternità… Ma nel tempo egli si è fatto carne, perciò si può dire che è nato da donna. Secondo il Concilio di Efeso, dunque, Gesù Cristo, pur essendo sia Dio che uomo – come già diceva in precedenza il Concilio di Nicea (325) -, è un’unica persona. Le due nature, divina e umana, sono inseparabili e perciò Maria può essere legittimamente chiamata Madre di Dio

PERCHÉ QUESTA FESTA AL PRIMO DI GENNAIO?

Fu il Papa S. Paolo VI a trasferire al primo gennaio la festa della Divina Maternità di Maria, che un tempo cadeva l’11 di ottobre, in riferimento alla data dell’11 ottobre 431 in cui, durante il Concilio di Efeso, venne definita questa verità di fede. Prima infatti della riforma liturgica seguita al Concilio Vaticano II, nel primo giorno dell’anno si celebrava la memoria della circoncisione di Gesù nell’ottavo giorno dopo la sua nascita – come segno della sottomissione alla legge, il suo inserimento ufficiale nel popolo eletto – e la domenica seguente si celebrava la festa del nome di Gesù.

“Il titolo di Madre di Dio è il fondamento di tutti gli altri titoli con cui la Madonna è stata venerata e continua ad essere invocata di generazione in generazione, in Oriente e in Occidente. Al mistero della sua divina maternità fanno riferimento tanti inni e tante preghiere della tradizione cristiana, come ad esempio un’antifona mariana del tempo natalizio, l’Alma Redemptoris mater con la quale così preghiamo: “Tu quae genuisti, natura mirante, tuum sanctum Genitorem, Virgo prius ac posterius – Tu, nello stupore di tutto il creato, hai generato il tuo Creatore, Madre sempre vergine”. (Dall’omelia di Papa Benedetto XVI, Basilica Vaticana, 1° gennaio 2008).

ALMA REDEMPTORIS MATER

Alma Redemptoris Mater, quae pervia coeli
Porta manes, et stella maris, succurre cadenti,
Surgere qui curat, populo: tu quae genuisti,
Natura mirante, tuum sanctum Genitorem
Virgo prius ac posterius, Gabrielis ab ore
Sumens illud Ave, peccatorum miserere.

O santa Madre del Redentore,
porta dei cieli, stella del mare,
soccorri il tuo popolo che anela a risorgere.
Tu che accogliendo il saluto dell’angelo,
nello stupore di tutto il creato
hai generato il tuo Creatore,
Madre sempre vergine, pietà di noi peccatori.

Antifona composta dal Beato Hermann di Reichenau, benedettino (1013-1054).

(Fonti: FamigliaCristiana.it, it.aleteia.org, ortodossia.info)